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Questo corso ECM di tipo FAD Asincrona è offerto da Stilema S.R.L. e assegna 5 crediti ECM. L'obiettivo formativo è: 18 - Contenuti tecnico-professionali (conoscenze e competenze) specifici di ciascuna professione, di ciascuna specializzazione e di ciascuna attività ultraspecialistica, ivi incluse le malattie rare e la medicina di genere.
Corso FAD su figure archetipiche del mito greco (Penelope, Tiresia, Medea, Ercole, Pandora) rilette in chiave simbolica e psicologica. 5 crediti ECM, destinato a psichiatri, psicologi e professioni sanitarie.
Il ciclo dedicato alle figure del mito esplora alcune immagini archetipiche della tradizione greca, mettendo in luce come il mito non sia un semplice racconto del passato, ma uno strumento attraverso cui leggere simbolicamente questioni attuali: il rapporto tra individuo e società, tra razionalità e alterità, tra identità e differenza. Le cinque figure analizzate – Penelope, Tiresia, Medea, Ercole e Pandora – interrogano categorie fondamentali quali il genere, il potere, il sapere e il limite. Dalle lezioni il mito emerge come linguaggio vivo, capace di interrogare il presente e di offrire strumenti critici per comprendere la complessità dell'esperienza umana.
La figura di Penelope, riletta da Alessandra Sarchi, si colloca al centro di una riflessione sulla soggettività femminile nella tradizione occidentale. Lungi dall'essere soltanto modello di fedeltà coniugale, Penelope incarna una forma di intelligenza strategica e di resistenza, che si esprime nel tempo sospeso della tessitura e del disfacimento. In questo senso, il suo gesto non indica passività, ma piuttosto costruzione di uno spazio di autonomia all'interno di un sistema patriarcale. La sua attesa si configura come pratica attiva, capace di aprire una dimensione simbolica in cui il femminile non è riducibile a funzione subordinata.
Tiresia, analizzato da Rocco Ronchi, incarna lo "sguardo senza occhio", contrapposto all'"occhio senza sguardo" dei mortali: una figura che attraversa i confini tra umano e divino, tra vita e morte, tra maschile e femminile. La sua esperienza di trasformazione sessuale e la sua funzione divinatoria lo rendono depositario di una verità che emerge come disvelamento (aletheia), in opposizione alla conoscenza superficiale e ingannevole. La cecità del veggente non è una menomazione, ma la condizione di accesso a una forma di conoscenza che supera il piano delle apparenze sensibili: in questa prospettiva, il mito di Tiresia anticipa una concezione della filosofia come esercizio di trasformazione dello sguardo.
La lezione su Medea, proposta da Davide Carnevali, ha messo in evidenza il carattere perturbante di questa figura, portatrice di un sapere "altro", non riconducibile alla logica razionale della polis. Medea è straniera, donna e maga, portatrice di una conoscenza potente e minacciosa che la cultura greca fatica ad assimilare. Nella tragedia di Euripide, il gesto estremo dell'uccisione dei figli assume un valore simbolico di rottura della linea patriarcale, che mette in crisi l'ordine sociale fondato sulla discendenza e sull'appartenenza.
Ercole, al centro della lezione di Claudio Franzoni, rappresenta una figura ambivalente, in cui la forza fisica e la virtù eroica si intrecciano con elementi di fragilità e ambiguità. Tradizionalmente associato alla lotta e al superamento delle prove, Ercole diventa nel mondo romano e cristiano simbolo di virtù morale e di vittoria sulla morte. Tuttavia, episodi come quello della schiavitù presso Onfale, in cui l'eroe è costretto a svolgere attività femminili, mettono in scena il rischio della perdita di sé e la necessità di mantenere un equilibrio tra forza, virtù e controllo.
La figura di Pandora, approfondita da Silvia Romani, apre una riflessione sull'origine del femminile e sulla sua costruzione simbolica. Prima donna creata dagli dei, Pandora rappresenta una figura ambivalente: dono e al tempo stesso sciagura per l'umanità. La sua creazione segna una frattura originaria tra maschile e femminile e introduce nella condizione umana il lavoro, la sofferenza e la mortalità. Il mito, in dialogo con tradizioni parallele come quella biblica, mostra come il corpo femminile sia pensato fin dall'origine come costruzione artificiale, superficie decorata e osservata dall'esterno. Tuttavia, nel gesto di trattenere la speranza all'interno del vaso, Pandora conserva anche una dimensione salvifica, che rende possibile la sopravvivenza umana nonostante la presenza del male.
10/06/2026 - 09/06/2027
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