Evento RES · di Ideas Group Srl · Trento · 12 gen 2026
Evento già iniziato
Questo evento è cominciato il 12 gennaio 2026 e non è più possibile iscriversi.
A cura della redazione di Trova ECM
Questo corso ECM di tipo RES è offerto da Ideas Group Srl e assegna 19,5 crediti ECM. L'obiettivo formativo è: 12 - Aspetti relazionali e umanizzazione delle cure.
Supervisione dedicata a chi lavora nella riabilitazione psichiatrica residenziale, con particolare utilità per gli operatori educativi e sanitari che accompagnano persone con problemi di salute mentale. Gli incontri aiutano a rileggere casi e comportamenti difficili, riconoscere l’impatto delle relazioni, affrontare le crisi senza risposte impulsive e migliorare il confronto tra colleghi, riducendo il rischio di esaurimento professionale. Ne deriva maggiore consapevolezza nelle decisioni e più continuità nel percorso terapeutico della persona assistita. Il corso è gratuito, in presenza, e attribuisce 19,5 crediti ECM per l’area degli obiettivi formativi di processo, sugli aspetti relazionali e l’umanizzazione delle cure.
12 gennaio 2026 · Comunità Terapeutica Voce Amica, Via Roma 31, Nomi (TN)
9 febbraio 2026 · Comunità Terapeutica Voce Amica, Via Roma 31, Nomi (TN)
9 marzo 2026 · Comunità Terapeutica Voce Amica, Via Roma 31, Nomi (TN)
13 aprile 2026 · Comunità Terapeutica Voce Amica, Via Roma 31, Nomi (TN)
11 maggio 2026 · Comunità Terapeutica Voce Amica, Via Roma 31, Nomi (TN)
8 giugno 2026 · Comunità Terapeutica Voce Amica, Via Roma 31, Nomi (TN)
14 settembre 2026 · Comunità Terapeutica Voce Amica, Via Roma 31, Nomi (TN)
12 ottobre 2026 · Comunità Terapeutica Voce Amica, Via Roma 31, Nomi (TN)
9 novembre 2026 · Comunità Terapeutica Voce Amica, Via Roma 31, Nomi (TN)
14 dicembre 2026 · Comunità Terapeutica Voce Amica, Via Roma 31, Nomi (TN)
Dal programma del provider.
La comunità terapeutica rappresenta un contesto ad elevata complessità clinica, relazionale e organizzativa, caratterizzato da dinamiche gruppali intense, da una costante esposizione a situazioni di vulnerabilità psichica, comportamenti disfunzionali, acting-out, regressioni e crisi evolutive da parte dell'utenza. In tale cornice, il lavoro di educatori e terapeuti si configura come un intervento continuativo ad alto coinvolgimento emotivo, con un significativo impatto sulla dimensione personale e professionale degli operatori.
In questo contesto la supervisione clinico-educativa si configura come dispositivo fondamentale di garanzia della qualità dell'intervento, di tutela dell'utenza e di prevenzione del rischio psico-professionale dell'équipe.
La supervisione fornisce uno spazio strutturato e continuativo di riflessione metacognitiva e metacomunicativa sull'agire professionale, all'interno del quale è possibile: analizzare le dinamiche transferali e controtransferali attivate nel rapporto con l'utenza; esplorare le modalità relazionali implicite all'interno dei processi educativi e terapeutici; decodificare i significati simbolici e comunicativi dei comportamenti dell'utenza; rielaborare criticamente gli interventi messi in atto; sostenere l'integrazione tra modello teorico di riferimento e prassi operativa quotidiana; promuovere la coerenza metodologica e l'allineamento con il progetto terapeutico-riabilitativo individualizzato (PTRI).
Dal punto di vista della sicurezza e della qualità delle cure, la supervisione contribuisce alla prevenzione di errori valutativi, risposte agite, fenomeni di collusione, burn-out e turn-over, favorendo invece lo sviluppo di competenze riflessive, posture professionali consapevoli e pratiche basate su evidenze e modelli condivisi.
La supervisione costituisce inoltre uno spazio privilegiato di elaborazione delle dinamiche di équipe, consentendo di: monitorare i processi comunicativi interni; rilevare criticità relazionali e organizzative; rafforzare la funzione contenitiva e terapeutica del gruppo di lavoro; promuovere un clima di cooperazione e corresponsabilità.
Attraverso un approccio strutturato basato su analisi di casi clinici, riflessioni guidate, restituzioni strutturate e momenti di confronto teorico-pratico, la supervisione favorisce un apprendimento trasformativo e un processo di sviluppo professionale continuo, in linea con i principi di formazione permanente e di miglioramento della qualità degli interventi in ambito socio-sanitario e terapeutico-riabilitativo.
Alla luce di tali presupposti, si ritiene che l'attività di supervisione in comunità terapeutica non rappresenti un mero supporto accessorio, bensì un dispositivo imprescindibile per il mantenimento di standard elevati di efficacia, sicurezza e coerenza clinico-metodologica degli interventi, assumendo pertanto piena rilevanza nell'ambito della formazione continua e dello sviluppo delle competenze di educatori e terapeuti.
Si ritiene che l’attività di supervisione in comunità terapeutica non rappresenti un mero supporto accessorio, bensì un dispositivo imprescindibile per il mantenimento di standard elevati di efficacia, sicurezza e coerenza clinico-metodologica degli interventi, assumendo pertanto piena rilevanza nell’ambito della formazione continua e dello sviluppo delle competenze di educatori e terapeuti.