Evento FAD · di Società Italiana Di Medicina Interna · online · 1 giu 2026
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Questo corso ECM di tipo FAD Asincrona è offerto da Società Italiana Di Medicina Interna e assegna 9 crediti ECM. L'obiettivo formativo è: 1 - Applicazione nella pratica quotidiana dei principi e delle procedure dell'evidence based practice (EBM - EBN - EBP).
Corso FAD asincrona per medici (gastroenterologi, internisti, cardiologi e altri) su diagnosi differenziale e inquadramento clinico del deficit di lipasi acida lisosomiale (LAL-D). 9 crediti ECM.
Rendimento alto1,5 crediti all'ora, sopra la media (1,23) per gli eventi di questo tipo.
RES 77%, FAD 21%, FSC 2%, prevalentemente in Emilia-romagna. Tempo medio di caricamento crediti su CoGEAPS: non disponibile. Tutti i corsi di Società Italiana Di Medicina Interna →
Dal programma del provider.
Modulo 1 – Approfondimenti dalle linee guida MASLD
La recente ridefinizione delle patologie epatiche associate a steatosi ha portato all'introduzione del termine metabolic dysfunction–associated steatotic liver disease (MASLD), che riflette in modo più accurato il ruolo centrale della disfunzione metabolica nella patogenesi della steatosi epatica. In questo nuovo assetto nosologico è stata delineata anche la categoria della steatotic liver disease criptogenetica (cryptogenic SLD), che include pazienti con steatosi epatica in assenza di evidenti fattori di rischio metabolici o cause secondarie note. Questo sottogruppo solleva rilevanti interrogativi clinici e scientifici in termini di eziologia, inquadramento diagnostico, stratificazione prognostica e gestione terapeutica.
Nel percorso di esclusione delle cause secondarie di steatosi, condizioni rare come il deficit di lipasi acida lisosomiale (LAL-D) possono emergere con una frequenza superiore a quanto atteso nella popolazione generale con steatosi epatica. La lezione offrirà una panoramica aggiornata delle linee guida MASLD, approfondendo il razionale dell'introduzione della categoria criptogenetica, i criteri diagnostici e le implicazioni per la pratica clinica e la ricerca.
Modulo 2 – Lipasi acida lisosomiale: funzione e impatto del deficit sul fegato e sul profilo lipidico
La lipasi acida lisosomiale (LAL) svolge un ruolo essenziale nel metabolismo intracellulare dei lipidi, consentendo l'idrolisi degli esteri del colesterolo e dei trigliceridi all'interno del lisosoma. Il deficit di questo enzima determina un accumulo patologico di lipidi nel fegato e in altri tessuti, con uno spettro clinico che varia dalle forme a esordio precoce e severo, come la malattia di Wolman, fino alle forme a esordio tardivo storicamente definite come malattia da accumulo di esteri del colesterolo (CESD). Le conseguenze coinvolgono non solo il fegato, ma anche il sistema cardiovascolare e il metabolismo lipidico sistemico.
La lezione analizzerà i meccanismi fisiopatologici alla base della LAL-D, evidenziando come l'alterazione enzimatica influenzi la funzione epatica e il profilo lipidico.
Modulo 3 – Il fenotipo della LAL-D nel giovane adulto: manifestazioni epatiche e gastrointestinali
Nella sua forma a esordio tardivo, il deficit di lipasi acida lisosomiale rappresenta una causa rara ma clinicamente rilevante di steatosi epatica e dislipidemia nel giovane adulto. In questa fascia di età la presentazione clinica può essere sfumata, con ipertransaminasemia lieve, epatomegalia e sintomi gastrointestinali aspecifici.
Tali caratteristiche possono sovrapporsi a quelle della MASLD, soprattutto nel contesto delle nuove definizioni nosologiche delle epatopatie steatosiche, aumentando il rischio di una classificazione impropria come forma metabolica o criptogenetica. Il modulo approfondirà il fenotipo epatico e gastrointestinale della LAL-D nel giovane adulto, proponendo elementi utili alla diagnosi differenziale e discuterà l'impatto della terapia enzimatica sostitutiva con sebelipase alfa sul profilo epatico.
Modulo 4 – Il fenotipo della LAL-D nel giovane adulto: dislipidemie e principali diagnosi differenziali
Nel giovane adulto con dislipidemia, l'attenzione è spesso focalizzata sulle forme poligeniche o sulle dislipidemie familiari più comuni. Tuttavia, la LAL-D a esordio tardivo costituisce una causa genetica rara ma sottodiagnosticata di dislipidemia aterogena. Il quadro tipico comprende aumento del colesterolo LDL e dei trigliceridi associato a ridotti livelli di HDL, frequentemente in concomitanza con alterazioni epatiche. Questo pattern può essere erroneamente interpretato come dislipidemia familiare combinata, ipercolesterolemia familiare o forma correlata a stili di vita non ottimali.
La sessione analizzerà gli elementi distintivi utili alla diagnosi differenziale e discuterà l'impatto della terapia enzimatica sostitutiva con sebelipase alfa sul profilo lipidico e sul rischio cardiovascolare.
Modulo 5 – Red flags, fenotipo sospetto e possibili work-up diagnostici
Nel contesto delle steatosi epatiche e delle dislipidemie del giovane adulto, l'identificazione della LAL-D dipende dalla capacità di riconoscere precocemente segnali clinici e laboratoristici suggestivi. Poiché la presentazione può mimare quadri frequenti come MASLD o ipercolesterolemia familiare, è necessario adottare un approccio strutturato che consenta di selezionare i pazienti da sottoporre ad approfondimento diagnostico.
Tra i principali elementi di sospetto rientrano: dislipidemia aterogena in soggetti normopeso o con basso burden metabolico; transaminasi persistentemente elevate senza fattori di rischio evidenti; epatomegalia o splenomegalia non spiegate; storia familiare atipica; risposta subottimale alle statine. Il modulo proporrà un percorso pratico di inquadramento clinico finalizzato a ottimizzare l'identificazione dei casi sospetti.
Modulo 6 – La diagnosi di LAL-D: strumenti a disposizione del clinico
La diagnosi di LAL-D si basa principalmente sul dosaggio dell'attività enzimatica della LAL e sull'analisi genetica del gene LIPA. Il modulo descriverà le caratteristiche tecniche dei test disponibili, con particolare attenzione agli aspetti pre-analitici e analitici che possono influenzarne l'accuratezza. Verrà inoltre illustrato il percorso di accesso alla diagnostica attraverso strumenti dedicati, come il programma Speed Rare, facilitando l'integrazione tra sospetto clinico e conferma laboratoristica. L'obiettivo finale è fornire al clinico un quadro chiaro e operativo degli strumenti diagnostici disponibili, favorendo un'identificazione tempestiva della patologia.
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