Fonte dati per questo evento: Agenas. Evento organizzato da provider terzo. Trova ECM riporta dati pubblici dell'evento a scopo informativo e non è responsabile né del corso né dei contenuti, né ha accordi commerciali o di collaborazione con il provider.
Questo corso ECM di tipo FAD Asincrona è offerto da Tages Srl e assegna 25 crediti ECM. L'obiettivo formativo è: 3 - Documentazione clinica. Percorsi clinico-assistenziali diagnostici e riabilitativi, profili di assistenza - profili di cura.
Corso FAD con materiale cartaceo: traduzione italiana del workbook di Beaumont e Irons sulla Compassion Focused Therapy. Guida pratica in 26 capitoli per sviluppare la mente compassionevole verso sé e gli altri attraverso tecniche esperienziali.
Le tecniche esperienziali in compassion focused therapy
I recenti sviluppi della psicoterapia sembrano evidenziare due filoni ricorrenti. Da un lato si cerca sempre più di abbandonare un certo approccio alla sofferenza umana in cui si parla più di diagnosi che di persone. Dall'altro si utilizzano sempre più delle tecniche esperienziali o immaginative (es. la meditazione, lo yoga ecc.) ad integrazione delle usuali tecniche narrative e dialogiche.
La Compassion Focused Therapy (CFT), sviluppata da Paul Gilbert nel corso degli ultimi 30 anni, rappresenta uno di questi nuovi approcci in cui particolare attenzione è data al vissuto soggettivo della persona (piuttosto che alle diagnosi) e si fa un uso ricorrente di tecniche esperienziali (Gilbert 2016). Grazie a numerosi studi Gilbert e colleghi hanno reso patrimonio comune della moderna psicoterapia un approccio evoluzionistico alla comprensione del disagio psicologico (Gilbert 1989). L'idea di base da cui partì Gilbert è infatti che non possa bastare "pensare" un cambiamento, ma che sia necessario "incarnarlo", "sperimentarlo" (Gilbert e Choden 2019). Non mi basta dire "devo essere più felice o positivo", io devo apprendere a vivere quei pensieri.
Applicare un approccio evoluzionistico alla psicoterapia significa infatti riconoscere come non sia una nostra colpa il provare paura, vergogna o autocritica, quanto piuttosto la risultante di milioni di anni di evoluzione. Se qualcuno mi giudica o minaccia o se io stesso tengo un atteggiamento fortemente critico nei miei confronti, attiverò delle strategie automatiche (sia cognitive che corporee) di difesa da tali minacce. Sfortunatamente, come ognuno di noi ha sperimentato, quando siamo sotto minaccia facciamo valutazioni molto approssimative e solo finalizzate, appunto, a difenderci.
Il razionale degli interventi basati sulla compassione è invece a suo modo semplice e controintuitivo rispetto a queste strategie difensive. Se vedi un amico soffrire, non ti avvicini per criticarlo o giudicarlo per la sua sofferenza. Cerchi piuttosto di rassicurarlo e alleviarne la sofferenza. Bene, la terapia focalizzata sulla compassione (CFT) vuole insegnare alle persone a fare questo non solo con gli altri ma anche con se stessi.
Nel corso degli anni gli autori della CFT hanno promosso lo sviluppo di numerose tecniche e interventi all'interno di questa prospettiva. In alcuni casi sono state create specifiche tecniche, in altri si è trasformato e riadattato tecniche esistenti focalizzandosi su quella che è definita un'intenzione compassionevole (Gilbert e Simos 2022, Petrocchi e Cheli 2019). Ovvero, si è riconosciuto come una componente centrale dell'efficacia terapeutica discenda dalla capacità di attivare, tanto nel paziente quanto nel terapeuta, una motivazione compassionevole orientata a riconoscere la sofferenza e desiderare che questa venga alleviata.
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